10 marzo 2023
Prelievo venoso a domicilio è una delle prestazioni infermieristiche più comode al domicilio del paziente, in quanto si concorda con l'infermiere l'orario più ideale, con orari che variano dalle 6:00 del mattino per clienti che poi devono raggiungere il lavoro fino alle 9:30 per i clienti che non hanno grosse esigenze . Al momento della prenotazione per telefono si rilascia nominativo, indirizzo,scala e piano, numero di telefono e nel caso riferire eventuali esami particolari ed infine l'orario di preferenza. Alla sera prima del prelievo ricordarsi di restare digiuni dalla mezzanotte. Al mattino l'infermiere si reca a domicilio con tutto l'occorrente per eseguire il prelievo a domicilio, una cosa importante verificare con l'infermiere il giorno prima se nella richiesta vi siano esami delle urine o urinocoltura o raccolte di urine delle 24 h , in quei casi le urine vanno fatte trovare pronte nei barattolini appositi al mattino. Eseguito il prelievo si decide insieme al paziente la metodologia del ritiro che può avvenire tramite il rilascio di un foglio che funge come delega per il ritiro da parte del interessato o tramite terzi compilando la parte sottostante ed allegando fotocopia di un documento valido, o tramite password online ricevuta tramite email in modo da scaricare dal portale il risultato dove può essere consultato o inviato al proprio medico di base o specialisti. In un secondo momento vengono trasportati al laboratorio in una Borsa a norma ADR certificata per servizio domiciliare, ai laboratori convenzionati che sono SYNLAB e BIANALISI, ed accettati. L' Infermiere responsabile dell'assistenza generale infermieristica, puo' effettuare indagini diagnostiche in autonomia, previa prescrizione medica,tra cui il prelievo ematico. Procedura del prelievo venoso a domicilio: L’infermiere, procede con l’accertamento infermieristico e valuta: quali tipi di esami sono stati prescritti dal medico e le relative condizioni particolari associate alla scelta del momento per l’esecuzione del prelievo (ad es. al mattino, a digiuno, pre o post assunzione farmaci) e al trattamento del campione (ad es. provette eparinizzate, ghiaccio); il sito adatto alla puntura venosa: eviterà vene già danneggiate, la presenza di shunt arterovenoso o zone in prossimità di infusioni per evitare l’alterazione del campione; L’eventuale presenza di allergie del paziente (è possibile che sia allergico alle sostanze contenute nel disinfettante e/o nei guanti e/o laccio emostatico e/o cerotto adesivo); le complicazioni che potrebbero verificarsi in base alla condizione clinica del singolo paziente (ad es. rischio di emorragia in pazienti con anamnesi di deficit della coagulazione o in regime terapeutico con anticoagulanti); il livello di comprensione e collaborazione del paziente, l’eventuale presenza di belonefobia (paura degli aghi). L’infermiere, nella fase di preparazione al prelievo ematico: si assicura della presenza di tutto il materiale occorrenteall’esecuzione della procedura: guanti monouso; tamponi imbevuti di disinfettante; laccio emostatico; sistema vacutainer, aghi doppi sterili; provette adatte al tipo di esami prescritti; etichette contenenti i dati del paziente; garze sterili; cerotto adesivo; contenitore per taglienti; telino effettua l’igiene delle mani e garantisce la privacy del paziente; verifica la prescrizione medica e l’identità del paziente; spiega al paziente con parole adatte al suo livello di comprensione le fasi e l’utilità della manovra che si sta per eseguire affinché egli comprenda pienamente ciò che verrà effettuato e aumenti la sua collaborazione; suggerisce all’assistito di rilassarsi e di posizionarsi supino o in semi-Fowler. L’infermiere, durante il prelievo ematico: Chiede al paziente dove preferisce posizionarsi sulla sedia con il braccio sul tavolo o distesi a letto; sceglie un sito appropriato per la puntura venosa; posiziona il braccio del paziente in modo che formi una linea retta dalla spalla al polso (utilizzando un telino piegato, se serve); indossa i guanti monouso; applica il laccio emostatico circa 8-10 cm sopra il sito di puntura scelto; accerta la presenza di polso distale: se non è percepibile, allenta il laccio emostatico; invita il paziente ad aprire e chiudere il pugno più volte; localizza, attraverso la palpazione, la vena da pungere (compatta e che risulti elastica alla palpazione); raccorda l’ago al sistema vacutainer e inserisce la provetta per il campione di sangue senza procedere alla perforazione del tappo di gomma; deterge l’area di puntura con un movimento centrifugo e lascia asciugare; rimuove la protezione dell’ago e avvisa il paziente che sentirà un lieve fastidio legato alla puntura; posiziona un dito della mano non dominante 3 cm sotto il sito di puntura e tende la pelle; procede a pungere la cute tenendo la smussatura dell’ago verso l’alto; fa avanzare la provetta contro l’ago fino alla perforazione del tappo e attende il riempimento della provetta (ripete il procedimento in base a quante provette sono previste); completata la raccolta del campione, rimuove il laccio emostatico; applica una garza sterile sul sito della puntura e, senza esercitare pressione, estrae l’ago dalla vena; esercita una pressione sul sito della puntura e fissa la garza con un cerotto; smaltisce il materiale utilizzato; rimuove i guanti.